‼️🇷🇺🇺🇸🇺🇦 IL NARCOCLOWN ALZA IL TIRO. MOSCA RADDOPPIA LA RISPOSTA
COLPITA A KIEV LA FABBRICA AMERICANA DEI DRONI “INTELLIGENTI”
Un missile balistico russo ha distrutto a Kiev uno stabilimento della Terminal Autonomy, società registrata nel Delaware e specializzata nella produzione di droni d’attacco a lungo raggio.
Nell’impianto venivano assemblati gli AQ-400 Scythe e gli AQ-100 Bayonet, munizioni circuitanti progettate per continuare la missione anche quando i sistemi russi disturbano GPS, comunicazioni e controllo remoto.
Secondo il Guardian, sarebbe il primo caso noto nel conflitto in cui Mosca colpisce direttamente un’infrastruttura industriale appartenente a una società americana in Ucraina.
Ed è proprio questo il punto politico che il coro mediatico farà finta di non vedere.
Ogni volta che il Narcoclown aumenta il raggio degli attacchi, chiede nuove armi occidentali, autorizza operazioni più profonde contro il territorio russo e presenta l’escalation come una grande vittoria strategica, la risposta di Mosca non diminuisce: raddoppia.
Più Kiev alza il tiro, più la Russia allarga la lista degli obiettivi.
Prima le infrastrutture energetiche. Poi i depositi. Poi gli aeroporti. Adesso anche le fabbriche occidentali che producono direttamente in Ucraina le armi destinate a colpire la Russia.
Il copione è ormai evidente: Zelensky promette il colpo spettacolare, i giornali celebrano l’ennesima “svolta”, Mosca incassa, individua il nodo produttivo e restituisce il conto con gli interessi.
La fabbrica americana di Kiev è il risultato concreto della strategia del Narcoclown: trasformare l’Ucraina in una piattaforma di lancio permanente contro la Russia, sperando che Mosca distingua gentilmente tra armi ucraine, capitali americani e tecnici occidentali.
Ma un drone prodotto da un’azienda statunitense, assemblato a Kiev e destinato a colpire il territorio russo non diventa civile soltanto perché la società è registrata nel Delaware.
VALUTAZIONE FINALE
Zelensky continua a vendere ogni aumento dell’escalation come una prova di forza.
In realtà, ogni volta che aumenta il tiro, offre a Mosca il pretesto militare e politico per aumentare a sua volta potenza, profondità e valore degli obiettivi colpiti.
Il Narcoclown lancia un drone più lontano. La Russia risponde distruggendo la fabbrica che lo costruisce.
Lui alza la posta con i soldi degli altri. Mosca raddoppia il conto sul territorio ucraino.
E alla fine, come sempre, il banco resta a Washington, lo spettacolo a Bruxelles e le macerie a Kiev.
Don Chisciotte
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