La nostra vita sui social non è determinata soltanto da chi li possiede, ma anche dal margine che abbiamo nell'educare l'algoritmo. Io ad esempio, sia qua che su Instagram e TikTok, nonostante lavori spesso su questioni molto polarizzanti, ho di media più interazioni interessanti che sgradevoli, e un feed piuttosto ricco.
Per mantenerlo però metto in atto alcune piccole strategie. Su Facebook, ad esempio, chiedo a chi non è tra i miei contatti e reagisce con risatine passivo-aggressive a commenti e post perché lo fa, e se la risposta è sgradevole lo blocco. Su Instagram mi allontano il più possibile dalle polemichette moraliste ad personam che vanno tanto di moda su quel social. Su TikTok addestro con pazienza il suo algoritmo, sensibile quasi in diretta a interessi e curiosità personali. In generale, mi avvalgo del diritto di bloccare le persone che reputo sgradevoli. Ultimamente ho scaricato Rednote, il social cinese, perché vi si trovano moltissime persone che lavorano benissimo con l'AI in ambito artistico, dato che in Cina lo stigma verso questi strumenti è molto meno diffuso.
Certo, se questi social non fossero proprietà private che desiderano soltanto ottimizzare il tempo trascorso e dunque i profitti, sarebbe tutto più semplice; ed è problematico che un'infrastruttura ormai basilare sia in mano a soggetti privati e per lo più stranieri. Ma in qualche modo ci si deve pur campare; e vi dirò che, essendo abbastanza vecchio da ricordare il periodo pre-internet, credo che nonostante tutto oggi si stia meglio.
Voi come fate? Avete un'etichetta personale per sopravvivere alle interazioni sociali online?