VITAMINA K2 E D: MA VANNO ASSUNTE SEPARATE? È una delle domande che ricevo più spesso. E la risposta è: no, non c’è nessun motivo per separarle. Anzi. Non solo non serve, ma è proprio il contrario di quello che ha senso fare. Perché D e K non sono due integratori che “si disturbano” a vicenda: sono due pezzi dello stesso meccanismo. Come lavorano, insieme Vitamina D e vitamina K sono entrambe liposolubili e agiscono sullo stesso terreno: il metabolismo del calcio. 👉 La vitamina D aumenta l’assorbimento intestinale del calcio e promuove la produzione delle proteine vitamina K-dipendenti — osteocalcina e matrix Gla protein (MGP). 👉 Quelle proteine, però, restano inattive finché non intervengono la vitamina K e il processo di carbossilazione. Tradotto: la D fa entrare il calcio, la K decide dove va a finire. Nelle ossa, dove serve. E non nelle pareti dei vasi, dove non lo vogliamo. ⚠️Il punto che quasi nessuno racconta Qui c’è l’osservazione più interessante, e viene direttamente dalla letteratura: se le concentrazioni di vitamina D restano costantemente elevate, il corpo produce grandi quantità di proteine K-dipendenti che rimangono inattive perché non c’è abbastanza vitamina K per attivarle. Detto altrimenti: la D senza la K lavora a metà. E chi assume vitamina D ad alte dosi per anni, senza mai pensare alla K, dovrebbe farsi qualche domanda. Cosa dice davvero la scienza (e cosa non dice ancora) 📌 The Synergistic Interplay between Vitamins D and K for Bone and Cardiovascular Health — van Ballegooijen et al., International Journal of Endocrinology, 2017. Le evidenze disponibili suggeriscono che la supplementazione congiunta di D e K possa essere più efficace dell’assunzione di una sola delle due, per la salute ossea e cardiovascolare. 🔗 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5613455/ 📌 Vitamins D and K as pleiotropic nutrients — Kidd, 2010: evidenza preliminare di una sinergia d’azione su sistema scheletrico e cardiovascolare. 🔗 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21155624/ ⚠️ Onestà intellettuale, però: gli stessi autori della review del 2017 precisano che al momento non c’è evidenza sufficiente per raccomandare la supplementazione combinata D+K nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi. Alcuni trial hanno mostrato benefici sulla densità ossea, altri no. Servono più dati. Il che non cambia la risposta alla domanda iniziale: non esiste nessuna ragione — biologica o sperimentale — per prenderle in momenti separati. Negli studi clinici vengono somministrate insieme, sempre. Quello che conta davvero: il grasso Non l’orario. Non la separazione. Il grasso nel pasto. Sono vitamine liposolubili: senza grassi l’assorbimento cala. In uno studio su 50 adulti over 50 (Dawson-Hughes et al., Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, 2015), il picco plasmatico di vitamina D3 dopo una dose singola è risultato superiore del 32% in chi aveva consumato un pasto contenente grassi rispetto a chi aveva fatto un pasto privo di grassi. ⚠️ Nota: studio a dose singola, su una sola giornata. Non è la prova definitiva. Ma la direzione è chiara e coerente con la biochimica. La regola pratica, quindi: Prendetele insieme, durante un pasto che contenga grassi (uova, olio EVO, avocado, pesce, frutta secca). Non a stomaco vuoto con un bicchiere d’acqua. Un’eccezione importante Chi assume anticoagulanti dicumarolici (warfarin/Coumadin) deve parlarne con il proprio medico prima di integrare vitamina K: la K interferisce direttamente con il meccanismo d’azione del farmaco. Qui non si improvvisa. Per tutti gli altri: smettete di complicarvi la vita con orari e separazioni. La cosa semplice è anche quella giusta.
13 يوليو، 06:06 صالمزيد من @drcristinatomasi